bisogna riportare in italia produzioni che vengono fatte all’estero. Per noi 1 anno di proroga della solidarietà non è accettabile: è necessario un nuovo accordo che garantisca la continuita della produzione in italia. L’utilizzo degli ammortizzatori sociali deve servire a rilanciare gli stabilimenti italiani e non afossarli definitivamente.
Category: CRONACHE
ELENA PALUMBO CGIL: questo non è un piano industriale! Sembra ci sia l’intenzione di mantenere la commercializzazione in italia ma non la produzione
una ulteriore considerazione la merita la situazione relativa alla chiusura dello stabilimento di BS e relativa piattaforma logistica prevista. L’accordo di 2 anni fa era un accordo che prevedeva una politica industriale e commerciale che doveva portare dei risultati ma al sindacato sembra che gli unici che hanno adempiuto agli impegni siano i lavoratori.
Sembra che i tre responsabili viaggino a compartimenti stagni e non sempre nella stessa direzione.
Sembra che la direzione abbia dormito sugli allori dell’accordo del 2009. Sembra una gestione rinunciataria e priva di ambizioni.
ABBIAMO L’IMPRESSIONE CHE SE NON CAMBIA QUALCOSA NELLA GESTIONE DI QUESTA AZIENDA TEMIAMO CHE A DICEMBRE 2012 CI RITROVEREMO A DISCUTERE SULLA CHIUSURA DELL’ENNESIMO STABILIMENTO
Colombini chiede all’azienda come si fa a congelare gli investimenti se effettivamente si vuole rilanciare la compagnia.
Non è possibile che dopo 15 giorni si venga a dire che bisogna aumentare ulteriormente la solidarieta’
interviene Colombini segr. nazionale femca-cisl: il management ha fino adesso gestito il presente senza una prospettiva. Le nuove comunicazioni fanno preoccupare per il futuro della compagnia. La situazione è peggiorata rispetto all’11 novembre. Se ogni volta viene definito un percorso e poi regolarmente viene messo dopo in discussione vuol dire che ci troviamo davanti una dirigenza inaffidabile.
I nostri delegati hanno verificato che il Nostro prodotto viene buttato nei grandi magazzini senza darne il giusto valore (la politica commerciale è evidentemente deficitaria)
A noi risulta che il mercato dell’ ideal è sceso sotto al 35% e non 39 come dichiarato dall’azienda.
Integra l’ing. Antetomaso: lo scenario per il 2012 è peggiorativo rispetto alle aspettative. Nel primo trimestre i 3 stabilimenti dovrebbero produrre il 45% in meno. L’unico strumento che l’azienda vede disponibile è la solidarieta al 60% da gennaio fino ad agosto. Non è detto che tutto il 60% venga utilizzato.
descrive la situazione del mercato e spiega le difficoltà finanziarie di alcuni clienti. Per il 2012 ci si aspetta un nercato di 1400000 pz venduti e una produzione pari a 1300000. Per non procedere a una ulteriore chiusura si è proposto di ricorrere nuovamente alla solidarietà.
L’azienda è costretta a congelare gli investimenti non ancora realizzati nell’industriale.
Il calo del mercato riguarda tutto il gruppo europeo e cio comprta che a livello europeo ci sara nel primo semestre 2012 un calo dell’inventario. Cio significa che tutti gli stabilimenti saranno interessati a tale riduzione.
Il board europeo domani rispondera’ alla lettera inviata dal governatore Tondo
prende la parola il dott. Gelsomino e riassume le comunicazioni effettuate a Sassuolo
passa la parola alla direzione dell’ideal standard
introduce i lavori in rappresentanza del Ministero il dott. Castana














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