Castano vuole tenere disgiunti i due argomenti: piano industriale e solidarieta
Colombini risponde: non ci si può fidare di chi cambia posizione ogni 15 giorni.
Castano vuole tenere disgiunti i due argomenti: piano industriale e solidarieta
Colombini risponde: non ci si può fidare di chi cambia posizione ogni 15 giorni.
seguono una serie di interventi : consigliere regionale del Lazio, che ribadisce la contrarieta’ al blocco degli investimenti
Ass. Brandi del Friuli: oggi abbiamo ricevuto brutte notizie nonostante l’impegno che anche la regione ha profuso nel sostenere gli ammortizzatori sociali. Noi vogliamo avere garanzie sulla continuita di tutti e tre gli stabilimenti.
Filipetti interviene sostenendo che l’azienda non punta sul basso di gamma
interviene il segr. UGL nazionale: fa notare che ora si punta sulla rubinetteria proprio ora che è stato chiuso l’unico stabilimento italiano. La produzione non va concentrata sul basso di gamma
interviene il segretario della uilcem nazionale confermando quanto detto dai colleghi cisl e cgil
bisogna riportare in italia produzioni che vengono fatte all’estero. Per noi 1 anno di proroga della solidarietà non è accettabile: è necessario un nuovo accordo che garantisca la continuita della produzione in italia. L’utilizzo degli ammortizzatori sociali deve servire a rilanciare gli stabilimenti italiani e non afossarli definitivamente.
ELENA PALUMBO CGIL: questo non è un piano industriale! Sembra ci sia l’intenzione di mantenere la commercializzazione in italia ma non la produzione
una ulteriore considerazione la merita la situazione relativa alla chiusura dello stabilimento di BS e relativa piattaforma logistica prevista. L’accordo di 2 anni fa era un accordo che prevedeva una politica industriale e commerciale che doveva portare dei risultati ma al sindacato sembra che gli unici che hanno adempiuto agli impegni siano i lavoratori.
Sembra che i tre responsabili viaggino a compartimenti stagni e non sempre nella stessa direzione.
Sembra che la direzione abbia dormito sugli allori dell’accordo del 2009. Sembra una gestione rinunciataria e priva di ambizioni.
ABBIAMO L’IMPRESSIONE CHE SE NON CAMBIA QUALCOSA NELLA GESTIONE DI QUESTA AZIENDA TEMIAMO CHE A DICEMBRE 2012 CI RITROVEREMO A DISCUTERE SULLA CHIUSURA DELL’ENNESIMO STABILIMENTO
Colombini chiede all’azienda come si fa a congelare gli investimenti se effettivamente si vuole rilanciare la compagnia.
Non è possibile che dopo 15 giorni si venga a dire che bisogna aumentare ulteriormente la solidarieta’
interviene Colombini segr. nazionale femca-cisl: il management ha fino adesso gestito il presente senza una prospettiva. Le nuove comunicazioni fanno preoccupare per il futuro della compagnia. La situazione è peggiorata rispetto all’11 novembre. Se ogni volta viene definito un percorso e poi regolarmente viene messo dopo in discussione vuol dire che ci troviamo davanti una dirigenza inaffidabile.
I nostri delegati hanno verificato che il Nostro prodotto viene buttato nei grandi magazzini senza darne il giusto valore (la politica commerciale è evidentemente deficitaria)
A noi risulta che il mercato dell’ ideal è sceso sotto al 35% e non 39 come dichiarato dall’azienda.
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